27 anni per l'Appennino...la storia delle Edizioni Il Lupo

Nel 2020 le Edizioni Il Lupo compiono 27 anni; non sono pochi per una piccola azienda molto specializzata, di nicchia, come si dice nel linguaggio dell’economia. La nostra “nicchia” è l’Appennino, con le sue montagne, sposate al movimento lento e sostenibile, per una frequentazione della natura la meno invasiva possibile. É il nostro modo di testimoniare la nostra passione per la natura delle nostre terre, specialmente quella della montagna, dell’Appennino, i monti che amiamo; “specialisti in Appennino” è il nostro motto.

27 anni fa; era il 1993 quando Duilio Roggero fondò le Edizioni il Lupo; Duilio, romano di origini
veneziane, appassionato di montagna e mountain bike (oltre che di informatica, cartografia e filosofia), aveva già collaborato con la casa editrice Iter, nella realizzazione di guide di itinerari di mtb.
Numerose le collaborazioni dagli anni ’70 ai ’90 grazie anche all’esplosione del turismo escursionistico, che portano la casa editrice a collaborare con diversi enti pubblici e parapubblici. Nel 1995 arriva alla casa editrice la proposta di una guida in 2 volumi di itinerari di sciescursionismo tra Lazio e Abruzzo. L’hanno scritta due romani, Carlo Coronati e Piero Turitto; Duilio si dice interessato, e invita i due autori a discutere del progetto. Il progetto parte, i due libri sono pubblicati nel 1996 ed incontrano un discreto successo, sia perché gli anni ’90 sono gli anni d’oro dello sciescursionismo in Appennino, sia per il dinamismo che Carlo, ben presto cooptato da Duilio come socio/ombra, imprime alla piccola azienda.

La collaborazione tra i due produce un primo risultato con la pubblicazione, nel 1997, di una carta escursionistica e di una guida di itinerari escursionistici, sciescursionistici e di mtb nei monti Simbruini, firmata da entrambi; i due prodotti sono venduti assieme, ed è la prima delle tante “cartoguide” che il Lupo pubblicherà nel corso degli anni; la carta è su base IGM (Istituto Geografico Militare), la prima di una lunga serie. Seguirà, agosto 1998, il “trittico” del Velino Sirente.

Quei primi lavori cartografici affinano la competenza informatica e cartografica di Duilio e la capacità manageriale e commerciale di Carlo; così, quando pochi mesi dopo il Parco Regionale Sirente Velino bandì una gara per la realizzazione della carta turistica del Parco, il Lupo se la aggiudicò, realizzando una carta al 50.000 su base IGM e iniziando una serie di collaborazioni con enti pubblici e parapubblici che negli anni hanno prodotto molteplici carte escursionistiche di vari gruppi appenninici; tra queste, la carta del Genzana, in collaborazione con il CAI di Sulmona e la Comunità Montana Peligna; la carta escursionistica dei Prenestini con il CAI di Palestrina, la carta escursionistica del Velino Sirente, con il CAI di Avezzano per la prima edizione e con la sezione Altipiani delle Rocche per la recentissima seconda edizione; la carta degli Ernici, con le sezioni CAI di Frosinone, Alatri e Sora; la carta del Parco degli Aurunci, su commessa dell’Ente Parco. Altre più recenti collaborazioni con il CAI di Viterbo, e quella con il CAI di Latina, oltre a quella dei Monti Lattari con due sezioni locali di CAI.

Assieme a questi importanti lavori il Lupo ha sempre continuato a produrre lavori propri, in particolare con la formula della cartoguida, cioè una carta ed una guida vendute assieme; si possono ricordare le cartoguide de: Monti Lucretili, Monti Sabini, Monti della Tolfa, Monti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Tutte queste carte, come quelle realizzate in collaborazione con enti, avevano base cartografica IGM, con cui il rapporto si era consolidato negli anni. Intanto il Lupo si era avvicinato alla Capitale. Le cartoguide Lucretili e Roma e dintorni saranno i primi lavori stampati per il Lupo dalla tipografia Futura Grafica ’70, di Alberto Avanzini, che inaugureranno un proficuo rapporto ultraventennale di reciproca fiducia e soddisfazione. Cresce, grazie al lavoro instancabile di Carlo, la rete di punti vendita gestita direttamente e abbastanza capillare, almeno nel Lazio e nell’Abruzzo. 

Nel 2002, anno internazionale della montagna, arriva al Lupo una guida che i due soci giudicano subito interessante: si intitola “I 2000 dell’Appennino, e raccoglie le vie normali alle vette appenniniche che raggiungono o superano i 2000 metri. L’autore è Alberto Osti Guerrazzi, il libro ha una gestazione complessa, ma quando vede la luce, nel 2003, incontra subito un buon successo tra gli escursionisti.
Pubblicato il libro Alberto rimarrà nel Lupo come collaboratore. Quando poi nel 2003 i soci decidono di trasformare la società da individuale a s.r.l., Alberto entrerà a far parte della società. Nel frattempo, l’aggiornamento tecnologico costantemente perseguito da Duilio porterà alla realizzazione e commercializzazione di uno strumento cartografico all’epoca unico in Italia, i CD cartografici a 2 e 3 dimensioni dei principali gruppi appenninici, molto apprezzati dagli escursionisti

Il catalogo ormai di una certa dimensione, unito alla rete di punti vendita che ha ormai superato i 200 siti, rendono il compito di Carlo molto pesante; Carlo si occupa anche dell’amministrazione: pur senza aver specifiche competenze al riguardo, si inventa un sistema di contabilità, Ma c’è indubbiamente necessità di assumere un aiuto per l’amministrazione e la gestione del magazzino; nel 2003 viene a far parte dell’azienda Camilla Coronati, prima figlia di Carlo; neppure lei ha competenze specifiche nell’amministrazione, ma è giovane e volenterosa, e in breve prende in mano la gestione economica dell’azienda in modo molto efficace, gestione che conserva appieno tutt’oggi. Il primo decennio del nuovo secolo vede il Lupo pubblicare due guide un po’ inusuali nel panorama del suo catalogo: la guida agli itinerari dei Castelli romani e quella agli itinerari attorno ai laghi di Bracciano e Vico.

In quel tempo, nel 2013, si deve purtroppo registrare l’uscita dalla società di Duilio; a seguito di
divergenze di prospettive editoriali, Duilio comunicò ai soci l’intenzione di cedere le sue quote; queste vennero acquistate da Carlo, Alberto e da Camilla, che da allora è socia a tutti gli effetti. 
Un imprevisto incidente impedisce a Carlo di vivere il suo Appennino, costringendolo nella Capitale, e nel fare queste morbide passeggiate, gli venne in mente di descriverle in una guida che legava tutti i parchi e giardini di Roma.
Quel che ne risultò fu una raccolta di 10 trekking urbani romani, una guida, dal titolo “Roma, una vera bellezza”, molto apprezzata anche dagli escursionisti più cittadini che hanno potuto in questo modo scoprire gli angoli green più nascosti della città più verde d’Europa.

Dall’uscita di Duilio il Lupo non aveva più un cartografo professionista; si assunse il ruolo di facente funzioni Alberto, che tuttavia, non essendo cartografo, si limitò ad aggiornare le mappe esistenti.
Essendo quello delle mappe il core business del Lupo, la situazione era oggettivamente grave; la soluzione venne quando un collega editore di Torino, Fraternali, suggerì a Carlo di provare un ragazzo di Tivoli, geologo e cartografo, Dario Saccoccia, che aveva fatto uno stage presso di loro, con ottimi risultati. Carlo accettò, e Dario, marzo 2018, cominciò a lavorare per il Lupo.

In poco tempo Dario disegna, con i dati del CTR regionale, le carte del Velino Sirente, del Cammino dei Briganti, del PNALM, di Viterbo – Lago di Vico: sono carte di ottima qualità, senza base IGM e anche per questo molto nitide; e molto apprezzate, che in breve tempo rilanciano l’immagine del Lupo come editore di cartine. Apprezzamento che si è visto, è storia di pochi giorni or sono, nelle tante adesioni al corso di cartografia digitale organizzato e tenuto da Dario presso il negozio Alta Quota di Roma. Tra le altre iniziative che caratterizzano il nostro inesauribile entusiasmo e dinamismo, il concorso letterario “Fuori Traccia” e gli eventi test paragonabili a “flash mob” di percorsi romani per testare nuovi percorsi. 
Siamo ai giorni nostri, il futuro del Lupo appare sempre più nelle mappe, che ovviamente sono pubblicate in cartaceo e digitale.

Sulla storia passata si potrebbero raccontare tante storie, quella ad esempio della ultradecennale partecipazione alla fiera dei piccoli editori di Roma o i tanti altri episodi, ma per concludere un sentito grazie a tutti coloro che hanno creduto in noi, e che ancora ci sostengono e ci apprezzano se non altro perché hanno capito che ogni riga scritta è frutto di passi realmente camminati; così abbiamo noi scritto le nostre guide, così abbiamo sempre preteso dai nostri autori. Senza i nostri appassionati, il Lupo non sarebbe sopravvissuto.

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